E' una fredda serata d'autunno, verso l'imbrunire. Una mamma è
seduta nella sua cucina in un appartamento di periferia insieme a suo bambino.

Fuori si sentono gli elicotteri che sorvegliano la città. E'stata una giornata pesante. Tre cortei di disoccupati, un'assalto al supermercato e l'occupazione da parte dei clandestini senza casa di
un edificio statale.
I due si scaldano alla luce tremolante di una candela. Non c'è più nè il gas, nè la luce elettrica staccati per morosità. Il papà del bambino
non c'è. E' sul tetto del municipio insieme ad altri a reclamare lo stipendio che manca da quattro mesi.
"Raccontami una favola" dice il bambino alla Mamma.
Lei sospira e tira fuori dal cassetto un libricino sgualcito e incomincia a raccontare.........
Art 1. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione.
Art.4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art 13 La libertà personale è inviolabile...................
La Mamma vede che il suo figlio dorme. Fuori, nelle strade sono ricominciati gli scontri fra disoccupati e polizia e l'odore dei lacrimogeni pervadono la stanza. In lontananza si odono le sirene.
Nella penombra scende lentamente sul viso della mamma una grossa lacrima.........
3 comments:
Buonasera a tutti i colleghi, vorrei prima di attaccare il mondo della politica farVi presente che come imprenditori paghiamo quote associative rispettivamente alle varie associazioni di categoria quali: api, cna, commercianti.....che dovrebbero farsi sentire perchè in qualità di associati dovremmo avere dei benefici, invece alcuni di questi signori si curano solamente di conservare il LORO POSTO DUNQUE COMINCIAMO A TOCCARE I PORTAFOGLI di lorsignori. Personalmente ho già cominciato a muovermi in questa direzione, mi spiego meglio. Se pago l'assicurazione e questa ultima in caso di sinistro non paga ALLORA PERCHE' DEVO PAGARLA????? Basta versare i contributi a chi NON CI TUTELA, ora il vero gruppo di pressione siamo tutti noi riuniti, vedrete se sospendiamo le quote associative come alzano il deretano dalla sedia, basta non abbiamo mica l'anello al naso siamo imprenditori mica buoi.
Ciao Davide, speriamo sia solo una brutta favola, suggerita da un momento di estremo pessimismo. Comunque rende bene quanto volevi esprimere. Avrei concluso con un pò di speranza, soprattutto per quel bambino.
Buongiorno, in un momento dove il "paziente impresa" versa in stato comatoso il ricevere da parte di un ente di riscossione una cartella esattoriale provoca la chiusura dell'Impresa.
La cartella esattoriale e' infatti un documento che da' la possibilita' all'agente della riscossione, in caso di mancato pagamento, di agire in modi che la legge ha via via reso piu' potenti ed incisivi, e di rifarsi sui beni del debitore con provvedimenti come il fermo amministrativo, l'ipoteca della casa od addirittura il pignoramento della stessa con successiva vendita coatta.
Per questo motivo se vogliamo che l'emorraggia di chiusure si stabilizzi dobbiamo CONGIUNTAMENTE proporre:
Una moratoria globale
Un rilancio del credito commerciale
I consumi si sono arrestati per mancanza di risorse a disposizione dei singoli, se una signora non ha i soldi nel borsellino per comprare le scarpe al bambino, automaticamente non comprandole fa diminuire la domanda con effetti a catena sul sistema.
Bisogna cominciare a far capire che per riprendere a far funzionare le fabbriche è necessario incrementare l'accesso al credito, se volessi cambiare il carrello elevatore per esempio, ma al momento non dispongo di risorse , privo il mercato e tutto l'indotto della mia domanda.
La crisi non si può combattere senza mettere in campo un vero e proprio piano "Marshall" ci vogliono misure di emergenza.
Inoltre dobbiamo ESERCITARE LA NOSTRA VOLONTA' in maniera diversa.
Ci sono molte persone per esempio che si lamentano dei beni made in ......., ma perchè queste persone prima di mettere nel carrello un prodotto fatto in un paese extraeuropeo non leggono dove è fatto ?????
Giorni fa sono andato in un centro di distribuzione GIOCATTOLI IL 90% di questi era fatto fuori Europa.
SONO USCITO, anche la mitica ditta di trenini Italiani con tanto di scatola sulla quale campeggiava la bandiera del nostro paese riportava MADE IN ......... se però io l'avessi comprata avrei sostenuto la Loro economia.
E' ora che tutti insieme facciamo capire alle istituzioni che siamo CONSAPEVOLI ,molto di più di chi ci amministra, della situazione attuale e che se vogliamo invertire la tendenza delle cessazioni di attività dobbiamo sederci ad un tavolo comune e prendere delle decisioni, anche perchè con tutti i tentativi fallimentari che stanno mettendo in campo siamo spacciati (vedi moratoria sui debiti, credito agevolato.....).
La misura è colma bisogna intervenire diversamente la gente oltre a non avere più risorse ed energie, perderà anche la volontà e quando un Imprenditore/trice smette di credere nella propria Azienda allora è proprio finita.
Cordialità.
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